“Ho avuto proprio la sensazione che quello fosse un momento di disastro per noi, perchè eravamo in 400 a spartirci un posto di lavoro che durava solo tre mesi..”
“Io penso al mio futuro e penso che tra dieci anni potrei ancora trovarmi in questa condizione, se non voglio lasciare questo paese, per cui l’unico modo, l’unica alternativa è quella di riprendercelo”
Ricordiamo inoltre che il documento di convocazione dell’assemblea Contro le fabbriche della precarietà del 10 marzo è stato aggiornato con nuove adesioni

